LA NAVETTA DI TUSPA (Toprakkale)
Un incredibile reperto di 3000 anni fa rappresenta una moderna navetta
spaziale monoposto.
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| Immagini della navetta
di Tuspa conservata al Museo Archeologico di Istanbul |
Questo oggetto è stato riportato alla luce nella
città di Toprakkale (conosciuta nell'antichità come
Tuspa*). E lungo 23 cm, largo 9,5 cm e alto 8 cm. e si ritiene che
abbia 3.000 anni. All'occhio moderno sembra rappresentare un veicolo
spaziale monoposto. Nella parte posteriore sembra essere azionata
da un gruppo di quattro motori a propulsione a getto che circondano
un motore più grande. La navetta ha posto per un solo pilota
che, infatti, è raffigurato seduto, al centro della scultura,
con le gambe ripiegate al petto.L'astronauta indossa una tuta intera,
pressurizzata, con nervature. All'altezza dei polpacci e dei piedi
sembra avere una sorta di stivali, mentre all'altezza delle mani,
sembra avere dei guanti. Anche le braccia sono ripiegate. La tuta,
presumibilmente flessibile, avvolge l'intero torace del pilota, fino
al collo. Ma in che modo la tuta si connetteva al resto del corpo,
se in una sorta di copricapo o si fermava all'altezza del collo lasciando
libera la testa, oppure il pilota indossava un casco o qualche altro
tipo di protezione, rimarrà un mistero, perché manca
la testa del pilota, spezzata.
Diversi sono però i modi con i quali il Museo Archeologico
di Istanbul sembra sia entrato in possesso del reperto,che era considerato
un falso forgiato con “gesso di Parigi e polvere di marmo”.
1) II reperto è stato confiscato un paio di anni fa a un turista
in partenza. Lo aveva acquistato e stava per portarlo, all'estero,
pur se l'esportazione di pezzi antichi è illegale in Turchia.
2)L'oggetto in questione era stato portato al Museo Archeologico
di Istanbul nel 1973 da un antiquario, che affermava di volerlo
vendere. Quando si rese conto che si trattava di un falso, non
chiese di riaverlo indietro.
3)Un articolo su di una rivista pubblicata agli inizi degli anni
'80, riportava una voce dell'Encyclopedia of thè Unknown,
pubblicata settimanalmente in Turchia negli anni 70.
Con il titolo "Sculpture of Spaceship Hidden in Istanbul Archaeological
Museum" (Scultura di una navicella spaziale nascosta al Museo
Archeologico di Istanbul), l'articolo affermava che il reperto, di
cui mostrava la foto, era stato ritrovato “... nel 1973, nel
corso di regolari scavi archeologici nell'antica città di
Tuspa (ora nota con il nome di Toprakkale), a sudest del Lago Van,
dove fra l'83O e il 612 a.C. fiorì il regno di Urartu. Questo
oggetto straordinario si trova ora al Museo Archeologico di
Istanbul, ma non è esposto al pubblico. Apparentemente senza
ragione: non vi è, infatti, nessuna affermazione ufficiale
in proposito”. Una cosa però è certa non è fatto
di gesso di Parigi e polvere di marmo, perché se fosse di
questo materiale la parte dove è staccata la testa dovrebbe
essere di colore bianco e non “marroncino”, e poi perché viene
tenuto nascosto in un armadio senza essere esposto.Misteri senza
spiegazione.
*Tuspa era il nome antico della capitale del
regno di Urartu, che la Bibbia chiama Ararat, posta sulle spondedel
Lago Van, dove si ergono maestose le vette gemelle del Mont
e Ararat Nel I millennio a.C. Urartu era un grande regno, rivale
dell'Assiria a sud. A quel tempo i documenti urartiani utilizzavano
la scrittura cuneiforme sumera, mentre i documenti ufficiali
erano scritti in accadico. Ma la lingua originale dei primi colonizzatori
non era né semitica (come l'accadico), né indoeuropea,
come quelle dei loro vicini a ovest, le leggende e le tradizioni
degli Urarti (o Urartei), li identificavano come i diretti discendenti
dei sopravvissuti dell'Arca di Noè.
Antonio Soldani
(alcune parti sono tratte dal libro di Z. Sitchin "Spedizioni
nell'altro passato")
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