AVVISTAMENTI - UFO IN ITALIA
Luogo:
Fornacette (PI)
Data:
13/07/1966
Ora: poco dopo le 2.00
|
Protagonista/i:
Faietta Camillo
ed altre persone
Classificazione:
Incontro ravvicinato
del 3° Tipo
Descrizione:
Due coni uniti per la base
|
Fonti: 'giornale
del mattino' del 14-07-66, 'il secolo XIX' del 15-07-66, 'la
tribuna illustrata ' n. 11 del 13-03-67, 'Notiziario CUN' giugno
1966 (pubblicato in agosto 1966), rapporto completo del CUN
effettutato fra il luglio 1966 d il maggio 1974 (archivio CUN)
|
le premesse
Questo caso è uno dei più importanti del panorama
ufologico italiano; i partcolari a disposizione sono parecchi e
se ne sono potuti interessare numerosi studiosi, tra cui in prima
linea
quelli del C.U.N. (centro unico nazionale, poi centro ufologico
nazionale) nato proprio in quei mesi.
il fatto
Fornacette di Calcinaia è una piccola frazione a circa quattordici
chilometri a est-su-est di Pisa ,tra i paesi di Cascina e di Pontedera,
nel punto in cui dalla statale 67 (tosco-romagnola) si dirama la
strada verso sud a Ponsacco.
Questa strada incrocia a Fornacette appunto la linea ferroviaria
Pisa-Firenze e quì c'è il passaggio a livello numero
65 custodito 24 ore su 24 da personale delle ferrovie dello stato,
adiacente al canale 'emissario'.
La notte tra il 12 e il 13 luglio 1966 era in servizio il trentacinquenne
Camillo Faieta residente a Pontedera (PI).
Verso le 02,00 am il Faietta si trovava seduto sul muretto del
ponte ferroviario e stava ascoltando la sua radiolina a transistor
(una
Sony).
Improvvisamente una luce fortissima illuminò il cielo ed
il testimone vide un 'globo luminoso' che si avvicinava .
L'oggetto si lasciava dietro una 'scia granulosa e fosforescente'
e produceva un 'lieve frusio' ed alla fine si posò poco
al di sotto della scarpata dell'argine dell 'emissario, dove questa
degrada nell'acqua.
Dopo circa due minuti durante i quali rimase immobile producendo
una luminosità violacea simile a quella di una 'fiamma ossidrica',
l'oggetto si alzò di nuovo in volo e si andò a posare
sopra ad un isolotto emergente dalle acque al centro del canale.
In questa nuova posizione il globo divenne meno luminoso ed assunse
un colore 'argento opaco' mentre l'acqua del canale apparve di
riflesso color 'alluminio fuso' dopo alcuni secondi infine la
luce si abbassò tanto
da permettere al faietta di intravederne la sagoma; in questo momento
la radiolina a transistor smise di funzionare.
Preso dall'emozione il testimone corse verso il casello e telefonò alla
Polizia di Pontedera poi prese una lanterna da segnalazione a batteria
a luce bianca e si avviò sul bordo del canale Emissario; arrivò nel
punto dove il 'globo' si era fermato la prima volta e da lì cercò di
illuminare l'isolotto sottostante dove si era fermato successivamente,
ma la luce si affievolì di colpo e divenne rossastra come
quando le batterie sono scariche.
Allora il Faieta decise di scendere la scarpata fino alla riva
del canale; da quella posizione si trovava così vicino all'oggetto
che come dichiarò a Roberto Pinotti nel 1974 'Ancora un
passo ed avrei potuto toccarlo'; queste le sue parole:
''Si trattava più che di una sfera di un ellissoide irregolare,
che ricordava quasi due coni uniti per la base. Inferiormente poggiava
su tre zampe apparentemente diposte a 120° l'una dall'altra
. Nel complesso il tutto dava l'idea di una grossa trottola ed
era...
molto bella'.
Faietta pur se con alcune contraddizzioni dichiarò poi di
aver intravisto anche due 'piccole sagome umane alte circa 50 centimetri
muoversi in controluce ,, mi parevano tubi, '.
Queste presenze attorno al velivolo lo spaventarono e quindi
ritornò al
casello dove nel frattempo si era raggruppata una piccola folla,
tra cui alcuni camionisti ed automobilisti che pare avessero visto
l'oggetto luminoso volare sino a lì.
Circa alle 03,10 arrivò l'agente di Polizia Angelo De Pompa
assieme a due o tre manovali della stazione di Pontedera; non si
sà bene che cosa costui abbia visto, di sicuro si sà solo
che cercò di illuminare con il fanale di una 'vespa' l'isolotto.
Il Faietta dichiarò sempre che l'oggetto rimase sul posto
per almeno mezz'ora , stà però di fatto che nessuna
delle persone giunte lì e nemmeno il De Pompa lo vide sull'isolotto,
nè lo vide 'decollare' in alcun modo.
Un'altro casellante invece, tale Giuseppe Valeriani in servizio
al casello n. 66 a circa un chilometro da quello di Faietta,
dichiarò di
aver visto l'oggetto luminoso quella notte, lo descrisse come un
'siluro' che saettò velocemente verso il casello 65.
Per questo motivo il Valeriani tentò di telefonare al Faietta,
ma i due non riuscirono a parlarsi; non si sà bene se perchè nella
concitazione del momento entrambi avessero la cornetta sollevata
o se il Faietta non si sia reso conto del telefono che squillava
o se per qualche misterioso malfunzionamento degli apparecchi.
Alle 04,00 (circa) arrivarono a Fornacette anche i carabinieri;
il maresciallo Polidori si spinse fin sulla sponda del canale
ma non
andò sull'isolotto.
Assieme ai camionisti che pare fossero i più incuriositi ed
i più convinti a scoprire la verità (forse perchè avevano
visto effettivamente qualcosa di luminoso volare in cielo), il Polidori
si industriò ad orientare i fari dei camion verso l'isolotto
ma senza risultati.
In particolare un camionista certo Vittorio Camillini , 41 anni
di Cattolica (rimini) era rimasto abbagliato dall'oggetto volante
ed
era stato costretto a fermare il suo camion a bordo della strada.
Secondo il Faieta , il camionista sarebbe rimasto sconvolto a
tal punto dall'avvistamento da dover essere soccorso da un medico
di
passaggio a bordo di una Lancia 'appia' nera targata Reggio Emilia;
comunque il Camillini poi smentì tutto.
i dubbi
Sul luogo forono trovati alcuni segni che però non costituiscono
prova certa del fatto; in particolare tre fori profondi dieci e di
diametro tre centimetri; disposti sui vertici di un triangolo di
lato 3 centimetri.
Altri tre fori più grandi (diametro 10 centimetri) profondi
tre centimetri erano incece disposti ad un metro l'uno dall'altro.
Ma questi potrebbero essere stati anche creati appositamente da
qualcuno.
Mentre per quello che riguarda 'l'erba schiacciata' trovata sull'isolotto
questa è quasi sicuramente stata provocata dai curiosi infine
riversatisi sull'isolotto ( e d'altra parte il Faietta parla di un
oggetto appoggiato su 'tre zampe', quindi non a diretto contatto
con il suolo).
In definitiva l'unico vero testimone della faccenda è il Faieta
ed a proposito del quale ci sono da rilevare alcuni elementi.
Per prima cosa costui è stato da alcune persone indicato come
personaggio 'strano' spesso desideroso di 'mettersi in mostra', ma
una perizia psichiatrica effettuata dopo l'episodio ha rilevato che
si trattava di una persona perfettamente normale.
D'altra parte il controllo di un passaggio a livello è un
lavoro di grande responsabilità e difficilmente tale compito
sarebbe stato affidato ad una persona 'mentalmente instabile' e tantomeno
sarebbe stato riconfermato dopo l'accaduto (come invece è successo).
tentativo di 'cover up' ?
Le autorità che ufficialmente si occuparono della faccenda
non si interessarono molto di sapere 'come' fosse fatto l'oggetto
visto da Faietta ma piuttosto di capire 'quanto'' avesse visto; questo
ha fatto supporre a molti ufologi che in effetti i militari sapessero
cosa aveva visto il Faietta.
Faietta rivelò in seguito di aver ricevuto due lettere dal
maggiore americano Hector Quintanilla che nel 1966 era a capo del
famoso progetto 'Blue Book', in cui costui lo invitava negli Stati
Uniti per approfondire i particolari del suo avvistamento e forse
i due si incontrarono effettivamente in seguito a Roma ed in quest'occasione
il militare avrebbe detto al testimone di non raccontare altri particolari
a nessuno.
Un'ultima strana 'storia' raccontata dal Faietta (ma non poi
così assurda
dato che ci sono stati dei riscontri) è quella secondo la
quale un gruppo di 'esponenti della NASA' lo avrebbe prelevato e
condotto in una base militare americana lì vicino.
Dopo aver superato corridoi circolari e pesanti porte scorrevoli
verticali, giunse in una stanza dove gli fù applicata una
strana apparecchiatura; composta da un casco collegato a fili, una
pettorina, una specie di macchina da presa ed altri strani congegni;
poi gli furono fatte vedere varie immagini di UFO e gli fù chiesto
di riconoscere quello da lui visto.
A questo punto un fascio di luce o qualcosa del genere gli venne
fatto penetrare negli occhi per 'cancellare l'immagine dell'
UFO'.
Infine i misteriosi 'esponenti della NASA' gli dissero che sapevano
che quegli oggetti esistevano ma non che cosa fossero da dove
venissero o che cosa volessero ed in ogni caso gli ordinarono
di non parlarne
con nessuno e soprattutto di non mandare lì da loro giornalisti
o curiosi.
La base militare americana sarebbe stata individuata in quella
della pineta di Tombolo dove effettivamente esisteva il CAMEN
(Centro Applicazioni
Militari Energia Nucleare) dove pare già altri due testimoni
di atterraggi di UFO in un'ambiente descritto esattamente allo stesso
modo (corridoi circolari, porte scorrevoli verticali) subirono nel
1954 lo stesso 'trattamento' di cancellazione dell'immagine sulla
retina; i due di cui non si conosce il nome erano all'epoca militari
in Marina (la fonte della notizia è Arduino Albertini del
CUN che riferisce una lettera di Alfredo Scalia dell'allora Centro
Studi Clipeologi di Torino).
conclusioni
In definitiva le uniche certezze sono che la notte in questione
un oggetto luminoso atterrò in modo appariscente a Fornacette,
che il testimone Faietta Camillo è una persona 'sana di mente'
e che autorità sia militari e di altro genere (anche statunitensi)
si sono interessate al caso, non si sà se per mantenere il
segreto su qualche velivolo sperimentale o se per altri motivi.
Torna all'indice degli avvistamenti italiani
|